17/12/11

Addio alla diva a piedi nudi: è morta Cesaria Evora

L'artista di fama internazionale soffriva dal 2010 di problemi di salute, a seguito di un intervento al cuore. Si è spenta all'età di 70 anni nell'ospedale dell'isola natale di Sao Vicente, dopo una lunga carriera come cantante di morna, la musica tradizionale di Capo Verde

Apprendo questa triste notizia da Repubblica. CAPO VERDE: La cantante capoverdiana Cesaria Evora, soprannominata la "diva a piedi nudi", è morta questa mattina all'eta di 70 anni. Era conosciuta in tutto il mondo per la sua morna, canzoni di tristezza, malinconia e desiderio, caratterizzate da un tempo lento, tipiche della sua Isola: un vero e proprio fado tropicale.

Ci informa Repubblica che si è spenta tre mesi dopo avere annunciato l'uscita di scena, per motivi di salute. Nel maggio 2010 aveva subito un intervento chirurgico al cuore e da allora soffriva di problemi e dolori post-operatori. E' deceduta nell'ospedale di Sao Vicente, la morte è stata annunciata dal ministro della Cultura dell'arcipelago, Mario Lucio Sousa.

Aggiunge  Repubblica che è nata il 27 agosto del 1941 a Mindelo, la Evora perde il padre all'età di sette anni. Sua madre si sforza di mantenerla con lo scarso guadagno del lavoro di cuoca. Dopo un periodo di stenti, Cesaria viene affidata alle cure di un orfanotrofio, dove inizia a cantare nel coro. A 16 anni incontra un marinaio capoverdiano, Eduardo, che le insegna gli stili tradizionali della musica di Capo Verde, la coladeira e la morna. Comincia allora a esibirsi in bar e hotel. Con l'aiuto di musicisti locali, raffina il suo talento, fino ad essere soprannominata "Regina della morna" dai suoi ammiratori.

Diviene famosa a Capo Verde, pur rimanendo ancora sconosciuta all'estero. Cesaria aveva uno zio musicista e autore di canzoni, che usava lo pseudonimo di B. Leza (un gioco di parole su beleza, ossia "bellezza").

Molte delle più belle canzoni nei primi album della "diva a piedi nudi" sono sue. Cesaria Evora divenne famosa in breve tempo, ma il successo non le portò altrettanto benessere economico.

L'artista smise di cantare per dieci anni, per mantenere la famiglia. Un periodo che Cesaria ha descritto come "anni oscuri". Riprese a usare la voce dopo essere stata incoraggiata da un esule capoverdiano, musicista e patrono delle arti, Bana, che viveva in Portogallo.

Bana le procurò inviti nel suo Paese, e lì eseguì una serie di concerti con il supporto di un'organizzazione femminile. Qualche anno dopo incontra Josè Da Silva, un francese di origine capoverdiana che la persuase ad andare a Parigi dove registrò l'album: "La diva aux pieds nus" (La diva a piedi nudi), nel 1988.

La canzone "Sodade" è stato il primo successo internazionale, il primo successo per una canzone non francese in Francia, e segnò l'inizio della sua fama nel mondo. La parola portoghese saudade significa nostalgia, struggimento, rimpianto. L'espressione della "sodade" è un elemento importante della musica di Capo Verde. L'album segnò il ritorno sulle scene, e ottenne sia un successo di critica sia di vendite. Con "Miss Perfumado" diventa una stella della musica internazionale, all'età di quarantasette anni.
 
(17 dicembre 2011)

21/11/11

ATTENZIONE! Il server del Tafanus è bloccato!



A tutti i lettori del Tafanus: attualmente il server Typepad che ospita il Tafanus è bloccato, quindi non è possibile accedere né al blog, né alla piattaforma, e nemmeno al servizio di assistenza.

Pertanto ho reindirizzato temporaneamente l'indirizzo http://www.tafanus.it  su questo blog di servizio, sul quale conto di tenervi informati sullo sviluppo della situazione. Se le cose dovessero andare per le lunghe, continuerò ad usare temporaneamente questo blog di servìzio.

Prego gli amici di provare periodicamente l'indirizzo del blog principale http://iltafano.typepad.com , e di darmi notizia con un commento quando e se questo collegamento riprenderà a funzionare. Grazie

Tafanus








10/05/10

Forse siamo alla fine del bertolazzismo. Chi guiderà la cricca?

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(Il post completo di commenti)

Protezione civile, Bertolaso vicino all'addio - Gabrielli al Dipartimento dopo l'estate. Il passaggio di consegne fra settembre e la fine dell'anno. L'entourage dell'attuale capo parla di decisione presa da tempo. La Procura indaga sulla consulenza alla moglie e sui lavori al cognato avuti da Anemone



Bertolaso-last Guido Bertolaso lascia la Protezione civile. Questione di pochi mesi, probabilmente già a settembre, e il suo futuro vicecapo dipartimento, l'attuale prefetto de L'Aquila Franco Gabrielli, che assumerà l'incarico il 14 maggio, ne prenderà il posto. L'entourage di Bertolaso parla di decisione presa da tempo, prefigura un passaggio delle consegne più lungo e indica dicembre come mese dell'avvicendamento. Ma l'accelerazione dell'inchiesta di Perugia e la tensione provocata nel governo dalla goffa conferenza stampa di venerdì scorso con annesso incidente diplomatico con gli Stati Uniti, potrebbero rendere i tempi assai più brevi. È un fatto che la conferma di una decisione ormai presa l'ha data lo stesso Guido Bertolaso ieri a Udine intervenendo a un dibattito per i 34 anni dal sisma del Friuli.
"Gli uomini passano, la Protezione civile, con il suo straordinario bagaglio di esperienza, resta. Non è un mistero per nessuno che già mesi fa dissi di voler lasciare la Protezione civile. Poi mi fu chiesto di rimanere vista l'emergenza per il terremoto dell'Aquila. Ora che al Dipartimento è arrivato il mio vice penso di poter lasciare".
Nel dibattito con Giuseppe Zamberletti, ex Commissario straordinario per il terremoto in Friuli, Bertolaso ha fatto un cenno alla cronaca usando alcuni aneddoti. "Zamberletti - ha spiegato - venne "trombato" e non fu rieletto mentre stava ancora lavorando a una delle tante emergenze affrontate. Il suo successore, Guido Barberi, a dieci anni di distanza, sta ancora aspettando giustizia per il cosiddetto scandalo Arcobaleno. Non vi annoio - ha aggiunto Bertolaso - con le questioni che mi riguardano perché le conoscete. Oggi non si può contrastare l'immediatezza e la velocità dell'informazione. Basta una fotografia messa su YouTube per annullare il lavoro di mesi e per rovinare le persone. Ma gli uomini passano e debbono passare. L'importante è che resti la Protezione civile". (...che disinteressato statista... e degli amici che ne facciamo? e della moglie? e del cognato Piermarini? e del Sig. Miccichè? ci dichi, Protettore, ci dichi... NdR)
Le parole di Bertolaso riconfermano il nervosismo di questi ultimi giorni e testimoniano la delicatezza delle questioni che in questo momento lo assediano. Le consulenze della moglie per il costruttore Diego Anemone, il lavoro del cognato Francesco Piermarini sempre per il costruttore nei cantieri del G8 della Maddalena e quindi a L'Aquila, sono entrambe oggetto di un'indagine che non promette di concludersi di qui a poche settimane (proprio venerdì scorso Bertolaso si era pubblicamente lamentato del fatto che a distanza di tre mesi la sua posizione di indagato per corruzione a Perugia non fosse stata ancora archiviata).
Il compito che si prepara per il suo successore Franco Gabrielli (già direttore del Sisde nei due anni del governo Prodi) indicato dal Consiglio dei ministri un paio di settimane fa, è tutt'altro che semplice. Eredita una macchina rodata ma costruita a immagine e somiglianza dell'uomo che ne è stato il padrone per anni. Non sarà quindi soltanto una questione di lustro e di onore da restituire alla Protezione civile ma di uomini e di strutture da ridefinire. Senza contare che le indagini su quanto accaduto in questi anni di gestione Bertolaso potrebbero riservare ancora molte sorprese.
(Repubblica.it)

01/05/10

La "Scajoleide" (prima puntata)



Scajola Il Tafanus inizia oggi un servizio sulla poco commendevole storia di Scajola, tratta da brevi estratti dell'archivio storico dell'Espresso (giornale "non amico", e biografia "non autorizzata")

Sul congresso-fantasma di Forza Italia si potrebbe scrivere un romanzo. Un'operazione affidata al disciplinato ed efficiente Claudio Scajola, ex sindaco democristiano di Imperia fulminato sulla via di Arcore. E' lui l'artefice di uno statuto interno talmente prono ai voleri del capo e alla perpetuazione del suo potere (di fatto spetterà soltanto a Berlusconi la nomina del gruppo dirigente e la scelta delle candidature) che, sostiene una battuta in voga tra i forzisti, perfino il dittatore nordcoreano Kim Il Sung l'avrebbe trovato un po' sopra le righe.
23/01/97 (Antonio Padellaro)

Il più deluso è il filosofo Lucio Colletti, classe 1924, che si aggira sempre più insofferente e sarcastico per il Transatlantico di Montecitorio riversando le sue pene politiche sui cronisti. Quando accenna al nuovo statuto del partito azzurro elaborato dal coordinatore Claudio Scajola, ridacchia: .Andrebbe bene per la Corea del Nord.. Se gli chiedono che cosa pensa del Polo, sghignazza: .Un morto che cammina..
4/12/97 (Guido Quaranta)

Attenzione: è anche il raduno di molta classe benestante che ha tante piccole imprese, fa tante professioni, e veste come negli spot dei fondi d'investimento. Ecco la famiglia Scajola, esempio tipico. Le delegate italoforzute sono molto interessanti. Imprenditrici, commercianti, professioniste; tutte energiche, tutte orientate, secondo l'età, sul vero Prada, il finto Armani, l'Iva Zanicchi virtuale. 12. Le delegate italoforzute erano molto interessanti. Imprenditrici, commercianti, professioniste; tutte energiche, tutte orientate, secondo l'età, sul vero Prada, il finto Armani, l'Iva Zanicchi virtuale [...] Tiziana Maiolo, ex Manifesto ex Rifondazione se va avanti così quasi ex Forza Italia, viene impasticcata, poi convinta di trovarsi a una festa per l'impiccagione di Borrelli, infine fatta ballare sul palco da un Claudio Scajola più fatto di lei e certo di trovarsi con la Prestigiacomo.
30/04/98 (Maria Laura Rodotà)

MILIONI AL VENTO. Claudio Scajola, organizzatore degli azzurri, ha pensato di reclamizzare il suo partito sulle spiagge, a ferragosto, tra i bagnanti, come usano fare, d'estate, alcune ditte che producono acqua minerale. Per protestare contro le norme del governo sulla par condicio, ha fatto volteggiare per due giorni sulle coste del Tirreno e dell'Adriatico 15 aerei da turismo (costo dichiarato 300 milioni) con striscioni tricolori inneggianti a Forza Italia e alla libertà. Ma pochi si sono accorti del passaggio dei velivoli.
26/08/99 (Guido Quaranta)

Poi ci sono coloro che negano con sdegno di essere dei privilegiati rispetto ad alcune altre categorie di lavoratori: "Diversi giornalisti affermati, alti ufficiali, burocrati e grand commis dello Stato se la passano meglio". E si dichiarano fieramente contrari ad accettare, se venisse proposta per legge, qualsiasi rinuncia di carattere economico. Uno di essi è il numero 2 di Forza Italia, Claudio Scajola, eletto in Liguria. "È vero", dice, "che abbiamo una cospicua indennità ma, anzitutto, non siamo, come si dice in giro, dei nababbi: molti colleghi stranieri guadagnano assai più di noi e fruiscono di ben maggiori benefici. E poi la maggior parte di noi sgobba parecchio, fa una vita da zingaro, è tanto impegnata a Roma tutte le settimane che, oltre a curare a stento il collegio elettorale, può godersi assai poco la famiglia". Secondo Scajola, colpire il trattamento previdenziale dei rappresentanti del popolo sovrano sarebbe "un crudele tiro al piccione".
14/10/99 (Guido Quaranta)

Di ex politici dc, in Forza Italia, ce ne sono molti e dovunque. Ma quel che fuori del Palazzo non si sa è che essi contano parecchio: spesso più di quando militavano all'ombra dello scudo crociato. Anzi, secondo gli esperti del ramo, il partito azzurro è addirittura tutto in mano loro. Qualche esempio? Prendete Claudio Scajola, 51 anni, figlio di un dignitario dc della Liguria e figlioccio di Maria Romana De Gasperi, primogenita dello statista trentino. Bassetto, sbrigativo, attivissimo, qualche anno fa era uno degli ottomila sindaci sparsi in Italia: amministrava Imperia, la sua città, ed era conosciuto soltanto nella regione. Adesso, come segretario organizzativo, è il numero due degli azzurri.
25/11/99 (Guido Quaranta)

Nacchere e clacson. Arrivano a flotte in ogni porto i pellegrini forzisti. Trascinati da ogni parte d'Italia a bordo di decine di torpedoni anche questi messi in pista dal fido Scajola. Avvolti in bandiere di Forza Italia utilizzate come scialli, equipaggiati da stadio con cappellini, nacchere e clacson. Sono più di quattromila solo a Genova, quasi cinquemila nella rossa Livorno. Fanno a pugni per trovare posto nel mega-auditorium della nave trasformato dall'architetto Mario Catalano in un set da telenovela. Con tanto di palco a forma di torta nuziale dal quale, a ogni comizio, salta fuori un improbabile Berlusconi in versione coniglietta.
13/04/00 (Jacaranda Falk) – In rotta per Roma, sparando boiate
(continua) 

L'articolo originale è al [seguente indirizzo]

29/04/10

Carissima Grecia, quanto ci costi... Quando toccherà a noi?

 .

Tafanus Ormai abbiamo la cifra finale: la Grecia riceverà un "obolo" di 135 miliardi di euro, in parte dalla UE, in parte dalla BEI. Avete letto benissimo. 135 miliardi di euro, pari a 270.000 miliardi del "vecchio conio". Tre volte la finanziaria monstre di Giuliano Amato del 1992 (93.000 miliardi di lire), varata dopo la svalutazione della lira. Fu una manovra "lacrime e sangue", ma quella manovra ci permise di avviare il risanamento, poi condotto in porto da Ciampi, Prodi, D'Alema, Visco, che permise all'Italia di entrare coi primi nell'Euro, e di veder scendere lo spread dei tassi d'interesse da quasi 500 punti-base a zero, e di continuare a nuotare e non affogare.

Oggi, dopo anni di cura Berlusconi & Tremonti, l'Italia è riuscita, per la prima volta in circa vent'anni, ad azzerare l'avanzo primario, che era arrivato a circa 5 punti di PIL, e ad andare "in rosso" anche in questo parametro, che Ciampi considerava la linea Maginot fra l'Italia ed il baratro. Ma Tremonti e Berlusconi dicono che siamo bravissimi, e Tremonti e Berlusconi sono uomoni d'onore.

Mendicante Dunque, la Grecia: 135 miliardi di euro per la Grecia sono, se rapportati ai rispettivi PIL, come 900 miliardi di € dati all'Italia. E' come se qualcuno ci regalasse sei mesi di prodotto interno, o come se qualcuno si accollasse circa la metà del debito pubblico italiano accumulato in decenni. Questo "aiutino" non è una toppa, è adottare un adulto improvvisamente diventato invalido al 100%. Ce lo possiamo permettere? Quante volte? in che misura? E' possibile immaginare che ogni volta che un paese va in default il resto d'Europa tiri fuori una cifra pari alla metà del PIL del paese in questione? E' morale dare questa scialuppa ad un paese che ha truccato i conti, e che fino al 2009 "nascondeva" dieci punti di deficit?

Adesso lo stesso destino toccherà al Portogallo, i cui titoli sono già stati praticamente degradati a "titoli-spazzatura", poi potrebbe essere il turno della Spagna, il cui rating è stato abbassato di colpo di due gradini. La Spagna è, per dimensioni dell'economia, il quarto paese dell'area Euro. Poi potrebbe toccare a noi. Noi, per il momento, metteremo per il salvataggio della Grecia un "cheap" di circa 6 miliardi di €, pari a 12.000 miliardi di lire. Una "finanziaria leggera". E poi? faremo lo stesso per il Portogallo, e poi per la Spagna? E gli altri paesi ci staranno anche la prossima volta? e ci staranno quando e se dovesse toccare a noi?

Ci sono brutti segnali, sui titoli di stato italiani. Per ora i tassi non sono aumentati, ma il segnale rosso c'è stato lo stesso: per la prima volta, all'asta trimestrale dei bot, offerta e domanda si sono equivalse. La prossima volta, se la domanda sarà inferiore all'offerta, si dovranno alzare i tassi d'interesse.

Una ipotesi terrorizzante. L'Italia ha un debito cumulato di circa 2.000 miliardi di €: QUATTROMILIONIDIMILIARDI di lire. Se questa massa di debito dovesse essere remunerata, a regime (una volta arrivati a scadenza i vecchi titoli in circolazione), a tassi "di sfiducia", potremmo avere un aumento di 4/5 punti percentuali sul servizio del debito. Fatti i conticini?

Non fateli! Ogni punto in più ci costerebbe 20 miliardi di euro all'anno IN PIU' di oggi. 40.000 miliardi di lire. Ai 5 punti in più non voglio neanche pensare: si tratterebbe di 200.000 miliardi di lire all'anno in più solo di maggiori interessi. Più di due "finanziarie Amato" all'anno, per un numero incalcolabile di anni.

Però nessuna paura. Tremonti & Berlusconi hanno giurato che noi italiani siamo bravissimi, quindi mettiamoci tranquilli, e andiamo a dormire. Domani è un altro giorno. Da incubo. Tafanus
 
Vedi articolo e commenti  sul Tafanus principale

06/03/10

Lutto nazionale: violentata una puttana, si chiamava "Italia"

31 Ottobre 1922
Mussolini

5 Marzo 2010
Violenza
Ieri 5 Marzo 2010 è stata stuprata una escort
E' morta per la vergogna
Si chiamava "Italia"

26/01/10

Tutti giù per terra! - di Lameduck



Sinceramente, e senza pensarci troppo su, chi buttereste stasera dalla torre?


1) L'uomo in ammollo Brunetta.


2) Il sindaco di Bologna che prima col piffero che mi dimetto, poi non mi dimetto e poi mi dimetto ma si mi dimetto, no anzi mi dimetto.


3) Bersani e tutto il suo penoso PD.


4) Nichi Vendola e il suo trionfalismo.


5) Berlusconi e la visita fiscale proprio nell'ospedale dove fecero la supposta diagnosi farlocca. Da invocare la legittima suspicione.


6) Il ministro virtuale degli Esteri Frattini, stanco di guerra ma soprattutto di figure di merda.


7) L'ubiquo Bertolaso, ormai più temibile di un'invasione di cavallette ed altrettanto molesto. Gli americani hanno già coniato il termine per le operazioni atte a difendersi dal supponente ciaccione che sa tutto: "debertolising".


8) Violante che rassicura che non faranno favori al Cavaliere. Lui.


9) Bagnasco che si augura una classe politica cattolica, come se questi fossero scintoisti.


10) A proposito di cattolici, la Gelmini che si sposa incinta in municipio dopo la mezzanotte. Perchè? Chi è lo sposo,  Edward Cullen?


11) Lapo Elkann ed i suoi cazzo di 300 mila euro per una foto.


12) Luca Barbareschi. Lui sa perchè.


Allora, chi tirate giù? O buttate giù direttamente la torre?

19/01/10

Cara Signora Craxi... Caro Presidente Napolitano - La nostra "lettera aperta" al Presidente


Napolitano1 Pubblichiamo la lettera integrale del Presidente Napolitano ad Anna Craxi, una nostra lettera aperta al Presidente Napolitano, ed uno stralcio dell'articolo odierno di Eugenio Scalfari sull'argomento. Tafanus

La lettera di Giorgio Napolitano ad Anna Craxi

"Cara Signora,

ricorre domani il decimo anniversario della morte di Bettino Craxi, e io desidero innanzitutto esprimere a lei, ai suoi figli, ai suoi famigliari, la mia vicinanza personale in un momento che è per voi di particolare tristezza, nel ricordo di vicende conclusesi tragicamente. Non dimentico il rapporto franco e leale con lui. Non dimentico il rapporto che fin dagli anni '70 ebbi con lui per il ruolo che allora svolgevo nella vita politica e parlamentare. Si trattò di un rapporto franco e leale, nel dissenso e nel consenso che segnavano le nostre discussioni e le nostre relazioni anche sul piano istituzionale. E non dimentico quel che Bettino Craxi, giunto alla guida del Partito Socialista Italiano, rappresentò come protagonista del confronto nella sinistra italiana ed europea.

Ma non è su ciò che oggi posso e intendo tornare. Per la funzione che esercito al vertice dello Stato, mi pongo, cara Signora, dal solo punto di vista dell'interesse delle istituzioni repubblicane, che suggerisce di cogliere anche l'occasione di una ricorrenza carica - oltre che di dolorose memorie personali - di diversi e controversi significati storici, per favorire una più serena e condivisa considerazione del difficile cammino della democrazia italiana nel primo cinquantennio repubblicano.

E' stato parte di quel cammino l'esplodere della crisi del sistema dei partiti che aveva retto fino ai primi anni '90 lo svolgimento della dialettica politica e di governo nel quadro della Costituzione. E ne è stato parte il susseguirsi, in un drammatico biennio, di indagini giudiziarie e di processi, che condussero, tra l'altro, all'incriminazione e ad una duplice condanna definitiva in sede penale dell'on. Bettino Craxi, già Presidente del Consiglio dal 1983 al 1987. Fino all'epilogo, il cui ricordo è ancora motivo di turbamento, della malattia e della morte in solitudine, lontano dall'Italia, dell'ex Presidente del Consiglio, dopo che egli decise di lasciare il paese mentre erano ancora in pieno svolgimento i procedimenti giudiziari nei suoi confronti. Si è trattato - credo di dover dire - di aspetti tragici della storia politica e istituzionale della nostra Repubblica, che impongono ricostruzioni non sommarie e unilaterali di almeno un quindicennio di vita pubblica italiana.

Non può dunque venir sacrificata al solo discorso sulle responsabilità dell'on. Craxi sanzionate per via giudiziaria la considerazione complessiva della sua figura di leader politico, e di uomo di governo impegnato nella guida dell'Esecutivo e nella rappresentanza dell'Italia sul terreno delle relazioni internazionali. Il nostro Stato democratico non può consentirsi distorsioni e rimozioni del genere.

Considero perciò positivo il fatto che da diversi anni attraverso importanti dibattiti, convegni di studio e pubblicazioni, si siano affrontate, tracciando il bilancio dell'opera di Craxi, non solo le tematiche di carattere più strettamente politico, relative alle strategie della sinistra, alle dinamiche dei rapporti tra i partiti maggiori e alle prospettive di governo, ma anche le tematiche relative agli indirizzi dell'attività di Craxi Presidente del Consiglio. Di tale attività mi limito a considerare solo un aspetto, per mettere in evidenza come sia da acquisire al patrimonio della collocazione e funzione internazionale dell'Italia la conduzione della politica estera ed europea del governo Craxi: perché ne venne un apporto incontestabile ai fini di una visione e di un'azione che possano risultare largamente condivise nel Parlamento e nel paese proiettandosi nel mondo d'oggi, pur tanto mutato rispetto a quello di alcuni decenni fa.

Le scelte di governo compiute negli anni 1983-87 videro un rinnovato, deciso ancoraggio dell'Italia al campo occidentale e atlantico, anche di fronte alle sfide del blocco sovietico sul terreno della corsa agli armamenti; e videro nello stesso tempo un atteggiamento "più assertivo" del ruolo dell'Italia nel rapporto di alleanza - mai messo peraltro in discussione - con gli Stati Uniti. In tale quadro si ebbe in particolare un autonomo dispiegamento della politica estera italiana nel Mediterraneo, con un coerente, equilibrato impegno per la pace in Medio Oriente. Il governo Craxi e il personale intervento del Presidente del Consiglio si caratterizzarono inoltre per scelte coraggiose volte a sollecitare e portare avanti il processo d'integrazione europea, come apparve evidente nel semestre di presidenza italiana (1985) del Consiglio Europeo.

Né si può dimenticare l'intesa, condivisa da un arco assai ampio di forze politiche, sul nuovo Concordato: la cui importanza è stata pienamente confermata dalla successiva evoluzione dei rapporti tra Stato e Chiesa. Numerosi risultano in sostanza gli elementi di condivisione e di continuità che da allora sono rimasti all'attivo di politiche essenziali per il profilo e il ruolo dell'Italia.

In un bilancio non acritico ma sereno di quei quattro anni di guida del governo, deve naturalmente trovar posto il discorso sulle riforme istituzionali che aveva rappresentato, già prima dell'assunzione della Presidenza del Consiglio, l'elemento forse più innovativo della riflessione e della strategia politica dell'on. Craxi. Nel quadriennio della sua esperienza governativa, quel discorso tuttavia non si tradusse in risultati effettivi di avvio di una revisione della Costituzione repubblicana. La consapevolezza della necessità di una revisione apparve condivisa attraverso i lavori di una impegnativa Commissione bicamerale di studio (presieduta dall'on. Bozzi) : ma alle conclusioni, peraltro discordi, di quella Commissione nel gennaio 1985 non seguì alcuna iniziativa concreta, di sufficiente respiro, in sede parlamentare. Si preparò piuttosto il terreno per provvedimenti che avrebbero visto la luce più tardi, come la legge ordinatrice della Presidenza del Consiglio e, su un diverso piano, significative misure di riforma dei regolamenti parlamentari.

Tra i problemi che nell'Italia repubblicana si sono trascinati irrisolti, c'è certamente quello del finanziamento della politica. Si era tentato di darvi soluzione con una legge approvata nel 1974, a più di venticinque anni dall'entrata in vigore della Costituzione. Ma quella legge mostrò ben presto i suoi limiti, in particolare per la debolezza dei controlli che essa aveva introdotto. Attorno al sistema dei partiti, che aveva svolto un ruolo fondamentale nella costruzione di un nuovo tessuto democratico nell'Italia liberatasi dal fascismo, avevano finito per diffondersi "degenerazioni, corruttele, abusi, illegalità", che con quelle parole, senza infingimenti, trovarono la loro più esplicita descrizione nel discorso pronunciato il 3 luglio 1992 proprio dall'on. Craxi alla Camera, nel corso del dibattito sulla fiducia al governo Amato.

Ma era ormai in pieno sviluppo la vasta indagine già da mesi avviata dalla Procura di Milano e da altre. E dall'insieme dei partiti e dei loro leader non era venuto tempestivamente un comune pieno riconoscimento delle storture da correggere, né una conseguente svolta rinnovatrice sul piano delle norme, delle regole e del costume. In quel vuoto politico trovò, sempre di più, spazio, sostegno mediatico e consenso l'azione giudiziaria, con un conseguente brusco spostamento degli equilibri nel rapporto tra politica e giustizia.

L'on. Craxi, dimessosi da segretario del PSI, fu investito da molteplici contestazioni di reato. Senza mettere in questione l'esito dei procedimenti che lo riguardarono, è un fatto che il peso della responsabilità per i fenomeni degenerativi ammessi e denunciati in termini generali e politici dal leader socialista era caduto con durezza senza eguali sulla sua persona.

Né si può peraltro dimenticare che la Corte dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo - nell'esaminare il ricorso contro una delle sentenze definitive di condanna dell'on. Craxi - ritenne, con decisione del 2002, che, pur nel rispetto delle norme italiane allora vigenti, fosse stato violato il "diritto ad un processo equo" per uno degli aspetti indicati dalla Convenzione europea. Alle regole del giusto processo, l'Italia si adeguò, sul piano costituzionale, con la riforma dell'art. 11 nel 1999. E quei principi rappresentano oggi un riferimento vincolante per la legislazione nazionale e per l'amministrazione della giustizia in Italia.

Si deve invece parlare di una persistente carenza di risposte sul tema del finanziamento della politica e della lotta contro la corruzione nella vita pubblica. Quel tema non poteva risolversi solo per effetto del cambiamento (determinatosi nel 1993-94) delle leggi elettorali e del sistema politico, e oggi, in un contesto politico-istituzionale caratterizzato dalla logica della democrazia dell'alternanza, si è ancora in attesa di riforme che soddisfino le esigenze a cui ci richiama la riflessione sulle vicende sfociate in un tragico esito per l'on. Bettino Craxi.

E' questo, cara Signora, il contributo che ho ritenuto di dover dare al ricordo della figura e dell'opera di suo marito, per l'impronta non cancellabile che ha lasciato, in un complesso intreccio di luci e ombre, nella vita del nostro Stato democratico.

Con i più sinceri e cordiali saluti". Giorgio Napolitano
Roma, 18 gennaio 2010   

Il messaggio di Anna Craxi a Giorgio Napolitano
"...Il suo ricordo è animato da una volontà di rendere al nostro paese una lettura condivisa della nostra storia recente. Bettino Craxi lavorò tutta una vita per l'affermazione delle idee in cui egli ha creduto, per rafforzare i valori di democrazia e di libertà in Italia e nel mondo. Ora, riposa in terra di Tunisia, ma non smise mai di pensare al bene dell'Italia e dei suoi concittadini, che per Suo tramite intendo in questa occasione ringraziare..."
Anna Craxi
La parte finale dell'editoriale di Eugenio Scalfari

"... Infine Tangentopoli. La lettera rievoca il discorso parlamentare in cui Craxi lanciò una chiamata in correità a tutti i partiti. Tutti, disse, avevano violato la legge sul finanziamento dei partiti e tutti, a cominciare dal suo, dovevano quindi assumersene la responsabilità. Discorso senza dubbio coraggioso, se ad esso fosse seguito il necessario sbocco: la chiamata di correo è l'ammissione di un reato in questo caso particolarmente grave. Chi si avventura su quel terreno prosegue dimettendosi dalle cariche che ricopre e mettendosi a disposizione dell'autorità giudiziaria. Non lo fece nessuno, a cominciare da Craxi il quale del resto non fu semplicemente il fruitore passivo del sistema di corruttela ma ne fu un attivo organizzatore con una differenza rispetto agli altri partiti di governo: il leader del Psi non si limitò a fruire delle "dazioni" ma intervenne sulle singole imprese e sulle singole loro operazioni tassandole o facendole escludere dalle gare. Tralasciamo per carità di patria i decreti in favore di Fininvest.

Detto questo, si proceda pure alla toponomastica nei Comuni che nella loro libera capacità di decidere vogliano intestare a Craxi piazze e giardini. Altra cosa è la condivisione politica e morale, la quale non è parcellizzabile. Si condividano i meriti e si condividano le rampogne per i reati. Dopodiché c'è la "pietas" pubblica, ma non l'oblio..."
 Eugenio Scalfari - Repubblica)

[Eugenio Scalfari su Repubblica.it]
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La nostra "lettera aperta" al Presidente Napolitano
Caro Presidente,
alla vigilia delle votazioni per l'elezione del Presidente della Repubblica, noi abbiamo fatto il tipo, apertamente, per tre persone (nell'ordine in cui le cito):
  • Tina Anselmi
  • Anna Finocchiaro
  • Giorgio Napolitano
Abbiamo dichiarato a più riprese che, al di la di insignificanti ragioni di preferenze e simpatie personali, chiunque fosse stato eletto, fra questa rosa di nomi, noi saremmo stati felici, e tranquilli. Dico questo per sgombrare il campo da qualsiasi dubbio di una nostra ostilità nei suoi confronti.

Finora abbiamo apprezzato la Sua opera (anche se non sempre nella stessa misura): talvolta avremmo gradito una Sua maggiore incisività, specie nei rapporti con le altre istituzioni, sul tema delle leggi ad personam perseguite da qualche potenziale "utilizzatore finale", con un impegno degno di miglior causa.
Abbiamo difeso Lei e la Sua carica, con convinzione, da attacchi a volte beceri, a volte sopra le righe, di nani, ballerine, demagoghi di ogni genere, e dal codazzo di acritici followers, che spesso ignorano l'abc delle sue prerogative costituzionali, e dei limiti delle stesse.
Questa volta, sinceramente, non ce la sentiamo di respingere in blocco queste critiche, dopo aver letto, sminuzzato, radiografato la Sua lettera alla signora Craxi; e Le assicuriamo che il nostro dissenso non è né epidermico, né viscerale, come potrà dedurre dai punti seguenti:
-1) in una lettera molto lunga (oltre 1300 parole), dobbiamo arrivare oltre la millesima parola per trovare un accenno molto "flebile" ai problemi giudiziari di Craxi.

-2) se questa lettera finisse in mano ad uno storico sceso sulla terra da Marte, mai e poi mai potrebbe capire, dal contesto, che Lei sta parlando non già di uno Statiista che ha consumato la sua vita per il bene della Patria, ma di un signore che è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, non solo per "illecito finanziamento" (che comunque era un reato), ma anche per volgare corruzione.

-3) In tutta la Sua lettera, non ricorrono una sola volta termini come "corruzione, sentenza definitiva, contumacia, latitanza". Ma è di questo (o almeno "anche" di questo) che stiamo parlando.

-4) Quando Lei, fra le righe ma non troppo, parla di uno che "fu investito da molteplici contestazioni di reato" [...], ed aggiunge che, "...senza mettere in questione l'esito dei procedimenti che lo riguardarono, è un fatto che il peso della responsabilità per i fenomeni degenerativi ammessi e denunciati in termini generali e politici dal leader socialista era caduto con durezza senza eguali sulla sua persona...", sposa la tesi dell'accanimento giudiziario (o autorizza altri a proclamare questa tesi, facendosi ipocritamente scudo delle sue parole).

-5) Quando Lei fa questo, mortifica il ruolo dell'allora Presidente della Repubblica pro-tempore che, Lei lo sa meglio di noi, PRESIEDE il Csm, e delegittima i magistrati che hanno, almeno per un paio d'anni, messo a luce il verminaio di tangentopoli. Inoltre, quando parla di "durezza senza eguali" nei confronti di Craxi, sembra non sapere, o aver dimenticato che tale Citaristi, amministratore della DC, ha subito, senza attaccare e senza scappare all'estero, un numero di procedimenti giudiziari ben superiore a quelli avuti dall'On. Craxi. Li ha affrontati, senza fare rumore, e senza chiamate di correità nei confronti di chicchessia.

-6) Il nostro disagio diventa se possibile maggiore, se ricordiamo che Lei, all'interno del PCI, è stati il leader di quella corrente, nota come "migliorista", che ha sempre propugnato non già un avvicinamento del PSI al PCI, ma l'esatto opposto: un PCI in marcia di avvicinamento al PSI.

-7) Infine, offre un ricordo tanto lacunoso da sembrare distorcente, della sentenza di condanna dell'Alta Corte di Strasburgo nel ricorso "Famiglia Craxi contro lo Stato Italiano". Le Sue parole, ad un lettore poco attento o poco informato, trasmettono l'idea che Strasburgo abbia condannato l'Italia (e quindi assolto Craxi dalle accuse), mentre - come Lei sa, e come noi diremo in appendice - si tratta di una condanna su due aspetti marginali e procedurali, che NULLA hanno a che vedere con la sostanza dei capi d'imputazione.

La Sua lettera, così formulata, creerà - e non potrebbe essere diversamente - un grimaldello graziosamente offerto (senza che Lei ne avesse alcun obbligo istituzionale) a tutti coloro che hanno già iniziato lo "sfruttamento dell'immagine" e la caccia a riabilitazioni indebite, delegittimazioni altrettanto indebite dei magistrati che hanno duramente lavorato per scoperchiare il verminaio delle tangenti, e post-craxiani di vario genere e livello (ncluso un manipolo di ex piduisti), che già fanno sogni, motivati, di rivincita. La caccia alle Piazze, alle Vie, ai Parchi più belli d'Italia è ufficialmente aperta. In nome del Popolo Italiano. Tafanus, alias Antonio Crea

Appendice: Craxi, la Corte di Strasburgo condanna lo Stato italiano
[Repubblica, 18 Luglio 2003]

"...si chiude dopo nove anni il caso "Craxi contro Italia" alla Corte europea dei diritti umani. Ieri, infatti, è stato accolto il ricorso presentato dall' ex presidente del Consiglio (e portato avanti, dopo la sua morte, dai familiari) contro lo Stato, condannato per violazione dell'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti umani, che sancisce il diritto al rispetto della vita privata. [...] La vicenda in questione riguarda le intercettazioni telefoniche tra la residenza tunisina di Craxi, ad Hammamet, e l'Italia, disposte dalla magistratura milanese nel 1995, nel quadro del processo "Metropolitana Milanese". Su questo episodio la Corte ha emesso una duplice condanna. I giudici europei, all'unanimità, hanno constatato che le autorità italiane non hanno seguito le procedure legali quando, durante un'udienza del processo, furono letti dal pm milanese Paolo Ielo degli estratti delle intercettazioni. Infatti, «non c' è stata un'udienza preliminare nel corso della quale le parti e il giudice avrebbero potuto escludere i passaggi delle conversazioni intercettate privi di rapporto con la procedura».

La seconda condanna riguarda le indiscrezioni apparse sui giornali [...]  La Corte ha rilevato che «spettava al Governo dare una spiegazione plausibile su come queste informazioni fossero giunte in possesso della stampa, ma non l'ha fatto». Lo Stato, quindi, non ha rispettato l' obbligo di garantire l' effettiva protezione del diritto sancito nel primo paragrafo dell' articolo 8 della Convenzione, secondo cui «tutti hanno diritto al rispetto della propria vita privata e della propria corrispondenza» [...]

La Corte non ha accolto la richiesta, avanzata dai legali, di un risarcimento per i danni materiali subiti da Craxi fino alla sua morte. Per i danni morali, invece, lo Stato italiano è stato condannato a una pena pecuniaria di 6.000 euro, da dividere tra gli eredi. «Il pronunciamento della Corte - ha affermato emozionato il figlio Bobo - è la conseguente condanna del nostro Paese in materia di violazione dei diritti umani. Risulta ormai evidente - ha continuato - il carattere persecutorio e politico dell'azione giudiziaria che costrinse mio padre a riparare in esilio» [...]

01/01/10

Buon 2010 a tutti dal Tafanus


Happynewyearne5

In linea con le tendenze cul turali della classe politica al governo del paese, credo che questo sia il modo più adeguato per fare gli auguri di Buon Ano al popolo degli elettori del miglior Presidente del Consiglio degli ultimi 151 ani. Tafanus

16/10/08

...il nucleare sicuro: una bella favola...


Perdite nell'impianto di raffreddamento: fermi due reattori nucleari inglesi

Hinkbreactor

LONDRA - Problemi preoccupanti nelle centrali nucleari del Regno Unito. British Energy, che produce il 20% dell'energia elettrica del Paese, ha annunciato di aver individuato delle crepe e una fuga nell'impianto di raffreddamento della centrale di Hartlepool e un problema alla caldaia in quella di Hinkley Point B R3. I reattori in questione sono stati fermati, ma la società sta perdendo in Borsa oltre il 21 per cento.


...ed ora attendiamo con impazienza gli interventi di "quelli che il nucleare", che ci spieghino come oggi il nucleare sia supersicuro...

(nella foto, un particolare del Reattore di Hinkley Point)

11/10/07

La Bella Politica: le Primarie del PD viste da Beppe Grillo


Anche oggi, per dovere professionale, ho reso la mia periodica "visita di addestramento" al blog di Grillo, il Maestro. Oggi, sorpresa! il post non è dedicato a Mastella. Oggi è dedicato alle primarie, ed al "Topo Gigio" Veltroni. Speriamo che, con l'invecchiamento, Grillo riesca a trovare un epiteto caratterizzante anche per se stesso. Alzheimer no. E' già stato speso per Prodi. Restano ancora disponibili Parkinson, Delirium Tremens, e pochi altri simpatici attributi. Ecco alcuni brani del fantastico post dell'uomo che scese fra di noi per portare il verbo (ed incassare in cambio i soldini di spettacolini, libricini, meettuppini e DVDini):

"...domenica 14 ottobre si terranno le primarie delle salme. Una firma un euro l’una. Prezzo modico. Per la prima volta in Italia si terranno delle pre-elezioni con un candidato unico..."

Grillo, ci tolga una curiosità: le primarie delle salme? Perché vede, io, al contrario di lei, non devo vendere poltroncine o libricini, e quindi mi posso ancora consentire il lusso di tenere separate le opinioni (anche quelle con valenza insultante) dai fatti. Lei non è un giovanotto di primo pelo, sbaglio? Le biografie, se non sono state scritte dai mastelliani, ci dicono che lei sia vicinissimo ai sessanta. Per carità, niente di grave; io sono molto più avanti di lei, eppure sembra che le ultime due sinapsi rimastemi in vita siano ancora collegate fra di loro. Ma qualcuno le ha spiegato che tutti i candidati alle primarie, tranne Gawronski, sono meno salme (ed a volte NOTEVOLMENTE meno salme) di lei? Rosy Bindi è una vegliarda di 56 anni, Veltroni ne ha 52, Franceschini 49, Adinolfi ne ha 37. Grillo, mi consenta! Perché non prova a pensare, prima di sparare simili minchiate?

…il Topo Gigio di: “Cosa mi dici mai...” ha dichiarato di questa grande giornata marketing della partitocrazia: “Ci sarà un giovanile entusiasmo, ma sarà una giornata molto bella senza precedenti: per la prima volta ci sarà una platea composta per metà di donne; per la prima volta i sedicenni andranno a votare e, come mai prima, ci sarà tanta società civile”. E anche tanto formaggio per tutti... Se Prodi ti addormenta, Topo Gigio ti rende lieto, è un aggettivo senza sostantivo, lieve come un palloncino. Domenica ci saranno un milione, forse due milioni, di votanti? Qual è il numero minimo per evitare il dolce fallimento delle primarie?…

Ce lo dica lei, Grillo, quale sia il numero magico: le 332.434 che dice di aver raccolto da ormai un mese e tre giorni, senza che sia seguita una sola cifra, nonostante le nostre richieste, sull’andamento della certificazione delle firme stesse? Le 2100 firme le prima erano di Carate Brianza, e poi sono diventate di tutta la Brianza? Le 6 firme di Rho? Le 4800 di Torino? E se a livello Italia ci fossero 990.000 firme VERE (visto che per votare si deve esibire il certificato elettorale), lei come lo definirebbe? Un “dolce fallimento”? Ed in tal caso come definirebbe le sue non verificate 330.000, che a casa mia sono un terzo di 990.000? Ci faccia sapere.

…Veltroni fa il sindaco di Roma, un incarico di grandi responsabilità. Veltroni è ospite fisso da mesi negli studi televisivi e fa tre interviste al giorno. Un impiegato di un’azienda privata se dedicasse il tempo di Topo Gigio a un’altra attività sarebbe licenziato in tronco. Il 15 ottobre Veltroni sarà di fatto segretario del Pd. Con i maggiori impegni che dovrà affrontare continuerà a fare il sindaco? Si! E noi a pagargli lo stipendio…

Vede, ineffabile Grillo, dai dati del Centro d’Ascolto risulterebbe che nell’ultimo mese di lei in TV si sia parlato 1000 volte più di Veltroni. Mi dirà che sono state presenze “indirette”. E poi lei è un comico, non un politico, quindi la cosa non scandalizza. Ha ragione. Però anche il suo più illustre compagno di merende, tale Di Pietro, ha un gravoso incarico istituzionale (quello di Ministro Importante). Eppure, sempre secondo i dati del Centro d’Ascolto, è MOLTO, MOLTO, MOLTO più presente del sindaco Veltroni in TV. In certe serate, fra trasmissioni in diretta e trasmissioni registrate, sembra che Di Pietro abbia il dono della ubiquità. E’ in cielo, in terra e in ogni luogo. Suggerirà il “licenziamento in tronco” anche di Di Pietro, o solo quello di Veltroni? Ancora: qualcuno dei suoi consiglieri le ha spiegato che Veltroni farà il Sindaco ed il Segretario del PD, esattamente come il suo entusiasta seguace Di Pietro sta facendo il Ministro ed il Segretario dell’Italia dei Valori? Non ci parlerebbe male anche di Di Pietro? Un bel post dedicato a lui, e magari accompagnato da un nuovo, creativo epiteto, di quelli suoi. Così creativi, così fini...

Una ultima annotazione: dal delicato Vaffanculo-Day, e dal trionfalistico ma aihmé incontrollabile annuncio delle oltre 330.000 firme raccolte sono trascorsi esattamente un mese e tre giorni. Un tempo sufficiente a completare la verifica e la certificazione delle firme (i detestati radicali verificavano, vidimavano e portavano in cassazione 500.000 firme in una decina di giorni). Magari non tutte, ma 10.000 firme le avrete verificate, no? Perché altrimenti, di questo passo, la verifica finirà non prima di altri 32 mesi. In altri termini, avremo i dati definitivi non prima di giugno 2010. Intanto non ci potrebbe dire quante ne avete già verificate, e quale percentuale, su quelle verificate, sia risultata da scartare per irregolarità di vario tipo? Sa, siamo curiosi, e continueremo a chiederglielo finchè non ce lo dirà, o finchè i suoi adoratores non si convinceranno, dolcemente, di essere stati presi per il culo. Suo
Tafanus

P.S.: Giacchè ci siamo, non ci direbbe come mai dalla sezione “Commenti” del suo blog è sparita la funzione “Cancella questo commento”, che era nella disponibilità di chiunque si fosse registrato al suo blog?

Io sono stato uno dei primi a criticare il metodo con cui e' nato il partito democratico, quasi sicuramente non lo votero' in caso di elezioni, pero' domenica vado a votare alle primarie:

1)Siamo un popolo di mugugnatori e incazzati ma non si puo' sempre continuare a gettare merda su tutto, altrimenti finisce che affogano prima gli innocenti e poi i colpevoli (qualche insetto mi pare abbia uno yacht, la qual cosa gli permetterebbe di navigare anche nel bottino).

2)Un flop nelle primarie non certamente farebbe bene alla SINISTRA in generale, compreso quei coglioni del pdci che mi pento di aver votato.

Non ho voglia di andare a guardare e quindi lo chiedo al Tafanus Antonio. Ma qualche volta Grillo interviene sul suo sito a risposta di qualcuno ? - Scritto da: Patrizia | 11/10/07 at 15:05
Ma perche' il guitto milionario in euro non si occupa di queste cose? - La farsa:
Tafano che fai spam e inciti alla violenza. Nel tuo ateismo sei diventato l'ottava piaga d'Egitto. Se fossi un vignettista rappresenterei il tuo spam con uno schiaffone sulla ganassa degli stupidi. Ti prego continua così. - Scritto da: Giancarlo | 11/10/07 at 15:50

Chissà se Di Pietro presenterà una mozione in Parlamento, magari per chiedere di verificare se che il carico di pesce fosse in realtà diretto a Visco

Patrizia delle 15,05: ho fatto io il lavoro per te, sull'ultima paginata di commenti. Puoi verificare tu stessa. Vai in fondo ad un post qualsiasi; apri i commenti. Si aprono 250 commenti. Poi vai sulla barra in alto, apri "modifica" e poi "trova in questa pagina"; oppure digita ctrl+F insieme. Si apre una finestra di ricerca. Scrivi Grillo e poi clicca su successivo per tutte le volte che sono necessarie per arrivare a fondo pagina. Troverai grillo mille volte, perchè è spesso citato NEI commenti, ma MAI grillo a firma di qualcosa. Ma lui i commenti neanche li legge! Hai fatto un calcolo di quanto tempo serva a leggere i commenti? facciamo 20 secondi a commento? i 4000 postati nelle ultime 24 ore richiederebbero oltre 22 ore solo per essere letti. A grillo non interessa che siano letti. Interessa che siano scritti, e che siano tanti. Se poi sono delle fregnacce non gliene può fregar di meno. Prova a scrivere un commento dove scrivi 50 volte Minchia!. Non lo cancellerà nessuno. - Scritto da: Tafanus | 11/10/07 at 20:20

Antonio carissimo, avevo pensato di inviarti questa mail in privato, ma nel discorso non ci sei solo tu: ci sono le meravigliose persone che ho incontrato a Firenze..... Antò, diciamo subito che non bisogna mai mischiare il sacro con il profano. Se la memoria ti aiuta torna a quando mi hai fatto l'onore di venire a casa mia, a quando ti ho dato la maglietta a Firenze.... Antò, io quello sono, e quello rimarrò fino a quando campo... Non sono un pagliaccio. Per me sarai sempre una persona unica. Considero una mia fortuna avere incontrato te e Marisa.
Ma proprio per i fortissimi sentimenti che ho per te, mi fa ancora più male vederti imboccare una strada che non è assolutamente la mia.... Non ci sto, Antonio, non ci sto ad arruolarmi in questa guerra che hai dichiarato a Beppe Grillo. Chiamalo disprezzo, chiamalo odio, chiamalo come vuoi tu, ma questo chiodo fisso che hai piantato nel blog mi sembra una vera e propria ossessione fissa. Non devo darti nessuna solidarietà, quando vai a sfruculiare il sito di Beppe Grillo e trovi questi scemotti che ti rispondono a male parole... Sai benissimo che la mia solidarietà già ce l'hai. Ma non cercare di arruolarmi in questa guerra a mio parere insensata che stai facendo a Grillo. I miei nemici hanno altri nomi: Silvio Berlusconi, Silvio Berlusconi, e Silvio Berlusconi, non Beppe Grillo. Tantissime polemiche che hai fatto contro di lui e il suo sito sono veramente assurde... Se nel nostro blog avessimo 2000 post al giorno come lui, chi cacchio ci capirebbe più qualcosa? Beppe Grillo da tantissimo tempo è il blog più frequentato d'Italia. Lo fossimo stati noi, non pensi che anche noi, come lui, saremmo stati travolti da uno tsunami di cacacazzi e rompicoglioni vari: chi col motore di Schetti, chi col signoraggio, chi con le più folli manie? Se noi tafani ci siamo coagulati intorno a te, un motivo si sarà pure, no? In un blog, se piccolo, si riescono a creare dei contatti, in un blog come quello, che contatti puoi avere?

Candido delle 20:20 - Candido, per rendere comprensibile il discorso, ti rispondo per paragrafetti.

[…] “Ma proprio per i fortissimi sentimenti che ho per te, mi fa ancora più male vederti imboccare una strada che non è assolutamente la mia....”

Candido, hai pensato che potrei dire la stessa cosa, capovolta? Prendi questa tua frase, indirizzala da Tafanus a Candido. Cosa succede, non regge più?

[…] ”Non ci sto, Antonio, non ci sto ad arruolarmi in questa guerra che hai dichiarato a Beppe Grillo. Chiamalo disprezzo, chiamalo odio, chiamalo come vuoi tu, ma questo chiodo fisso che hai piantato nel blog mi sembra una vera e propria ossessione fissa…”

Candido, guarda che io non ho chiesto a nessuno di arruolarsi nella guerra che ho dichiarato al grillismo (che è cosa diversa da Grillo, anche se ora le due cose tendono a coincidere); io la guerra la sto conducendo quasi da solo, perché ho paura dei Masaniello. Come ti ho detto altre volte, è disprezzo, non odio. Però se tu vuoi continuare a parlare di odio, non ho obiezioni. Non posso costringerti a non farlo. Io posso odiare persone di statura politica, non Grillo. Ho odiato Andreotti, Craxi. Grillo proprio no. Non chiedo a nessuno di arruolarsi, ma non desidero neanche cambiare campo ed essere arruolato nel grillismo. Pensavo che fossimo in un luogo dove ognuno può cambiare o non cambiare idea, senza che per questo chi vuole fartela cambiare prenda cappello. Io non ho cambiato idea, ma non ho preso neanche cappello. Il “chiodo fisso”: nella home-page del Tafanus ci sono gli ultimi 50 posts. Controllare per credere. Quelli dedicati a Beppe Grillo sono 2 su dieci. Chiodo fisso? Ossessione?…

[…]Non devo darti nessuna solidarietà, quando vai a sfruculiare il sito di Beppe Grillo e trovi questi scemotti che ti rispondono a male parole..

Sbagliato, Candido, si vede che mi leggi distrattamente. Non sono arrivate solo male parole (il che sarebbe già grave). Sono arrivate anche minacce fisiche. La solidarietà non è obbligatoria, è facoltativa. Non sono andato a “sfruculiare” il sito di Grillo (ho altro da fare), ma ho scritto un post-inchiesta sul V-Day di Carate Brianza, che è cosa diversa. A Grillo ho chiesto (e continuerò a chiedere) come va la verifica delle oltre 330.000 firme. E’ questo che ha scatenato i grillini di Carate, beccati con le mani nella marmellata. Non posso ri-raccontare la storia in un commento. Se vuoi, c’è ancora il post su Carate sulla home-page, e ci sono anche minacce fisiche di stampo mafioso. Non ho chiesto la solidarietà di nessuno. Ho solo notato che me ne è arrivata più da nuovi commentatori che da vecchi amici, con poche eccezioni che ho menzionato. Se poi qualche vecchio amico ha ritenuto di prendere cappello perché non sono andato sulle sue posizioni, me ne farò come sempre una ragione.

[…] Sai benissimo che la mia solidarietà già ce l'hai. Ma non cercare di arruolarmi in questa guerra a mio parere insensata che stai facendo a Grillo.

Candido, non credo di aver cercato di arruolare nessuno. Il mio parere (legittimo quanto il tuo, voglio sperare) è che sia insensato il grillismo, e non la mia guerra al grillismo. Semmai altri hanno preso cappello per non essere riusciti ad arruolarmi; altri ancora (anche fra collaboratori del Tafanus) hanno preso cappello perché non solo non sono andato sulle loro posizioni, ma anche perché non mi sono sbellicato dalle risate per le pesanti allusioni (peraltro destituite di ogni fondamento, come avrai potuto constatare) a pappagalli e cateteri. C’è un limite anche al cattivo gusto. Se continuo, come tutti, ad esprimere le mie opinioni, non lo chiamerei “cercare di arruolare” chicchessia. Tutt’al più troverei decente che ognuno fosse libero di mantenere le proprie idee. Io con coloro che non la pensano come me non ho preso cappello. Continuo a dialogarci. Ma per dialogare (lo dice la parola stessa) bisogna essere perlomeno in due.

[…]Quando si critica Grillo si mette nel nostro blog tutto sul calderone, Grillo insieme a tutti quelli della manifestazione dell'8 settembre. E NO!!! Alla manifestazione dell'8 settembre, CI SONO ANDATO ANCH'IO!!!!!

“si” mette? No, alcuni mettono. Io non ho messo, anzi mi sembrava di aver spiegato (ma forse ultimamente io scrivo ma non mi legge nessuno) che alla manifestazione c’è andato anche mio genero, grillista acceso. Io non condanno chi è andato alla manifestazione. Io condanno coloro che da questa manifestazione (il cui stile non ho mai condiviso e mai condividerò) si aspettano il miracolo, la nuova Italia, la rivoluzione. Non succederà nulla (parere personale, naturalmente: e se tu non lo condividi, credimi, non per questo sparirò dai commenti del blog). Il pluralismo è questo, che ognuno deve poter avere delle idee, senza che chi non le condivide prenda cappello. Ci sei andato anche tu? Hai fatto bene, se ci credevi. Io, come tanti altri lettori del blog, non ci sono andato. Ma nei confronti di chi c’è andato, non “mi sono portato via il pallone”.

[…]E non permetto A NESSUNO, A NESSUNO di dire che siamo i servi sciocchi di Beppe Grillo

Non credo di averlo detto. Se l’ho detto, me ne scuso, ma mi piacerebbe sapere in quale post o commento io lo abbia detto.

[…] questo capolavoro di governo che è il governo Prodi....

non credo di essermi MAI riferito al governo Prodi come a un capolavoro. Ma non mi sento neanche di condividere la tua opinione di una assoluta equipollenza col centro destra (i due vasetti di yoghurt, ricordi?) Non credo che ci dovrebbero essere obblighi di coincidenza del pensiero. Tu li vedi come due vasetti di yoghurt identici, io credo (magari sbagliando) di percepire qualche differenza.

[…]Gli incoscienti sono quelli che fanno finta di non vedere, non quelli che denunciano ciò che non va... Sempre a stracciarsi le vesti al pensiero che ritorni 'u curtu. Ma se qualcuno, come me, fa la domanda del perchè questo governo NON FA NULLA contro 'u curtu, cominciano i silenzi, le omertà, gli occhi che guardano il soffitto…

Mai alzato personalmente gli occhi al soffitto; questo blog è PIENO di posts pieni di critiche, ai limiti dell’insulto, contro questo governo. Però ho sempre detto (e lo dirò fino alla nausea) che al senato abbiamo UN VOTO di maggioranza, e su ogni cosa ce ne sono almeno CINQUE che si mettono di traverso (una volta i mastelliani, una volta i dipietristi, l’altra volta la sinistra radicale, l’altra ancora i diniani…). Da qui l’immobilismo. Non mi piace, ma l’alternativa è fare cadere questo governo, andare a votare, e far tornare il delinquente di un metro e sessanta con contorno di Scajiola, Brambilla e Bondi. Conservo ancora il metro del “meno peggio”.

[…]BERLUSCONI, NON PIANGETE SEMPRE CHE RITORNA LUI!!! (La sgrammaticatura rende meglio l'idea!). Tutto questo per testimoniarti tutto il disagio, disagio che coinvolge parecchie altre persone come tutti sapete, di frequentare attualmente il blog. Aspetto una qualche tua risposta per capire in quale modo posizionarci, continuare ad esistere sul blog...

IL SALTO DEL GRILLO E IL VOLO DELLA GALLINA.
Stefano | 12/10/07 a 09:05 - Non sono assolutamente d'accordo con le tue affermazione. Chi se n'é andato dal blog ha semplicemente dimostrato che non ha rispetto né per l'amicizia, né per le idee degli altri. E questo mi ha alquanto stupita e delusa.- Scritto da: rita | 12/10/07 at 09:16

Blog di Grillo - Se perdete un po' di tempo a monitorare il blog del telepredicatore Grillo, e ci riuscite senza vomitare, scoprirete che trattasi di un coacervo di deficienti, che si preoccupano di stabilre un limite di età per la candidatura alle "liste civiche" e simili amenità. Trascurando che il nobel della medicina è stato dato a un uomo di 70 anni. Insomma, meglio un cretino di 30 anni, che uno scienziato di 70. Ma nessuno chiede precisazioni del programma su cose che interessano a chi si guadagna la pagnotta sudando tutti i giorni: pensioni, precariato, costo della vita ecc. E allora, sono intervenuto col seguente commento (provocatorio), a cui hanno risposto che dico fesserie.

"Ok alle liste civiche:condizione essenziale: i candidati eletti devono guadagnare quanto un operaio della FIAT, cioè 1100 euro netti al mese. (Altrimenti gli eletti diventano la nuova casta)

Programma:

1: manette agli evasori fiscali

2: portare la pensione minima a 1000 euro subito, dai 430 attuali.

3: stabilire un salario minimo di 1500 euro per tutti, per chi perde un lavoro e per chi non lo ha mai avuto.

Sulla base di questi concetti misurare le adesioni e le alleanze.

ps:
c'è stato un coglione (al reds) che mi ha detto che scrivo fesserie perchè stabilisco delle uscite non delle entrate.

Caro scemino, i soldi si prendono da chi ce li ha.

Fatti un giro in qualche porticciolo turistico, o in qualche night e ti renderai conto dove sono i quattrini di chi lavora.

Mettere delle regole per i candiadti, che possono andar bene all'operaio e anche a Montezemolo, senza toccare la struttura sociale, è un po' curioso.
Non ti pare, cretinetti?"
Questa è la risposta che mi hanno dato:

"Premetto che non ti ho accusato di scrivere fesserie, ma di valutare se effettivamente c'e la possibilità di aumentare cosi' esageratamente gli stipendi; Premetto segnalare che in Sardegna la tassa sul lusso non è andata a buon fine, e il riccone Italiano che è anche tirchio "VEDI BRIATORE" non si lascia mettere i piedi sopra da nessuno, anzi tutto al piu' va in vacanza in corsica....
VOGLIAMO CHE IL TURISMO EMIGRI IN FRANCIA??
COSA VOGLIAMO FARE
VOGLIAMO TASSARE GLI SPACCIATORI DI DROGA NELLE DISCOTECHE??
VOGLIANO FAR FARE LA RICEVUTA FISCALE ALLE PUTTANE??"

Charly 1:24, la tua verve ironica non finirà mai di stupirmi. E' quella che ci ha fatti incontrare all'epoca di "Banane & Mazzette" su un forum di Repubblica, ricordi? Bei tempi! - Scritto da: Tafanus | 12/10/07 at 11:02
A proposito del blog in oggetto. Entrate e in fondo provate a cliccare su credits, scoprirete un mondo. La mia risposta a Stefano è precedente alla lettura di quanto riportato più sopra, sono dispiaciuto per la reazione forte di Candido, sono dispiaciuto per la reazione di Antonio che si è sentito "isolato" dal resto della comunità per le minacce subite, avevo letto già la reazione in un altro post, da parte mia va tutta la soldarietà non espressa pubblicamente ma che, forse ingenuamente e superficialmente, consideravo attribuirgli. Non riuscendo a cancellare il ricordo di Firenze mi auguro che il tempo e la situazione esterna contribuiscano alla distensione e si possa tornare a controbattere e riincontrarci da qualche parte magari in piazza Djamaa El Fna di Marrackech, c'è un banchetto che affitta guanti da box per risolvere le diattribe. - Scritto da: Giancarlo | 12/10/07 at 11:16

Ieri, scartabellando tra le mie letture giovanili, per cercare di prendere sonno, sono incappato in una proposizione tratta da una delle piu' lucide analisi socio-politiche che siano mai state scritte. Un analisi che conferma come il popolo italiano in 500 anni abbia perso tonnellate di pelo, mai mai ancora un grammo di vizio:
La cito qui di seguito:

"li omini mutano volentieri signore credendo migliorare; e questa credenza fa pigliare l'arme contro a quello; di che s'ingannano, perche' veggono poi per esperienza avere peggiorato (...) ...in modo che tu hai innimici tutti quelli che tu hai offesi in occupare quello principato e non ti puoi mantenere amici quelli vi ti hanno messo, per non li poter satisfare in quel modo che si erano presupposto."

N. Machiavelli - De principatibus mixtis" - Edizioni Einaudi - pag 7.

x Rita
questa sera partiro' con Wilma e due dei miei (4) figli per la Domus lupi. Si parlava dell'eventualita' di fare una scappata a Venezia (che mio figlio Lorenzo non ha mai visto) in un giorno ancora da stabilire nel corso della prossima settimana. Sarebbe bello, in tal caso, poterci vedere. Fammi sapere.

@claudio r. | 12/10/07 a 10:37, mi associo a quanto hai scritto su alcuni desaparecidos, come il compianto Prosdocimo. Non ho mai condiviso quasi niente di quello che scriveva. Un sacco di volte mi ha insultato. E varie volte mi ha invitato a dedicarmi a lavori manuali, vista la mia pochezza intellettuale. Prosdocimo, esci dal cantuccio dove ti sei rifugiato imbronciato, torna tra noi (ormai mi ritengo un po' tafano anch'io) Mi mancano le tue cazzate piene di cultura. - Scritto da: Mareprofondo | 12/10/07 at 11:29

Zianna delle 7,13: un giorno, se avrò voglia e tempo, farò la cronistoria delle "fughe" dal blog. Senza nomi, per carità, tanto chi legge il blog da tempo sa di cosa stiamo parlando.

Il Tafanus "luogo di democrazia"? Si, un giorno lo è stato. Quando non potevamo che essere tutti allineati e coperti su un'idea, su un obiettivo: combattere contro i banditi del centro-destra, e cercare di mandarli a casa. Allora gli aggettivi nei confronti del Tafanus di sprecavano: "Grazie, Taf, per aver creato questo luogo d'incontro, questa "agorà", questo "salotto", questa casa che ci hai messo a disposizione"...

Potrei, se avessi tempo, voglia e forza, andare a scovare un florilegio di dichiarazioni. Poi, una volta vinte le elezioni, sono iniziati i distinguo, e "il salotto" è diventato alquanto meno democratico. A volte scadendo nell'insulto personale. La farò, la storia di questo blog, perchè sono sicuro che potrebbe interessare ad almeno 3/4 persone, e perchè sarebbe comunque, nel suo piccolo, un bignamino di sociologia della comunicazione.

Stefano 9:05. Mi rendo conto del tuo disagio, che è anche il mio. Però, come ho cercato di spiegare ad altri, il problema è molto semplice: se 10 persone scrivono un commento ciascuno, magari su aspetti diversi del grillismo ed in orari diversi, io non posso concentrare in una unica risposta, e quindi è facile che i dieci appaiano come dei sobri moderati, e chi è costretto a scrivere dieci risposte appaia, come uno che "odia" Grillo, oppure come uno che abbia l'invidia del pene nei confronti del blog di Grillo.

Ho cercato di spiegare a lungo che sto tentando di parlare non di Grillo, ma di politica; che il grillismo è politica (come lo è stato il qualunquismo) e non gossip. Che l'argomento ha occupato per un mese le prime e seconde serate di tutte le TV, in proporzioni molto maggiori di quanto non sia successo col Tafanus. Che molti dei due posts su dieci che riguardano grillo sono "indotti". Vuoi un esempio? Due posts sono raccolte di insulti e minacce ricevuti. Stefano, credimi, lo "scandalo" non è aver aggiunto questi due posts a quelli già pubblicati. Lo "scandalo" è che nel "salotto" solo 5/6 persone abbiano avvertito il bisogno di esprimermi la loro solidarietà (o almeno di far finta di farlo).

Stefano, anche oggi, si verifica la stessa cosa: apro il blog e trovo 6/7 commenti che si riferiscono a Grillo. Un commento a testa. Io rispondo, nei limiti delle mie capacità fisiche, a tutti. Alla fine del giorno ci saranno un post a testa di 6/7 moderati, e 6/7 posts del mono-maniacale Tafanus. Pazienza. Funziona così, e non vedo come potrebbe funzionare diversamente.

Rita 9:16 - Come al solito, riesci a dire in tre righe quello che ad un logorroico come me prende mezza pagina. Rita delle 15,18 di ieri. No, Rita, con una cretina così non si discute. Pensa che la prima operazione mattutina che faccio è togliere dalla mailing list coloro che mi chiedono di farlo. Sempre che non si tratti di un cretino come quello dell'altro giorno, che non era in grado neanche di dirmi quale indirizzo avrei dovuto togliere.

Stefano delle 12,34: è dura, la vita del blogger! Non ho capito una parola di quello che hai detto. Non ti ho risposto??? Alle ore 12:00 esatte c'è un mio commento, di ben 25 righe, che inizia con le seguenti parole:

"...Stefano 9:05. Mi rendo conto del tuo disagio, che è anche il mio. Però, come ho cercato di spiegare ad altri, il problema è molto semplice: se 10 persone scrivono un commento ciascuno, magari su aspetti diversi del grillismo ed in orari diversi, io non posso concentrare in una unica risposta, e quindi è facile che i dieci appaiano come dei sobri moderati, e chi è costretto a scrivere dieci risposte appaia, come uno che "odia" Grillo, oppure come uno che abbia l'invidia del pene nei confronti del blog di Grillo..."

@ Stefano delle 13,54: vorrei precisare che non ho mai sentito l'obbligo dell'imparzialità, anche perchè ho sempre giudicato la c.d. imparzialità, nel giornalismo e nel "giornalismo minore", come i blogs, una pura ipocrisia. E' come se uno nascesse senza idee proprie, senza cervello, senza colore politico. Forse esistono cose così in natura: alcuni vegetali, forse le meduse, le amebe... Scusa, ma ovviamente sto scherzando, non prendere cappello anche tu. Nel "disclaimer" che accompagna la newsletter del Tafanus le prime parole sono le seguenti: "...Questo "Giornale" è indipendente (non ci paga nessuno) e fazioso..."

Ecco, vedi? io la mia faziosità la dichiaro apertamente, sulla copertina della newsletter; ne faccio una bandiera (e forse, a pensarci bene, la aggiungerò anche sulla testata del blog.

Vedi, Stefano, io non ho mai pensato, neanche per un momento, di dover fare solo da "veicolo" sul quale tutti possano esprimere la propria opinione, tranne il sottoscritto, per non mettere a disagio chi non la pensa come me. Questo blog, anche se con altro nome (La Rassegna Stanca) esiste da più di due anni. E' frequentato da persone di tutte le etnie, religioni, idee politiche. Sapevi che il 15% delle visite sul blog proviene dai paesi più strani del mondo? Anche prima che tu arrivassi (a proposito, sei il benvenuto) spesso non siamo stati unanimi su molte cose: ci sono atei come il sottoscritto, cattolici intelligenti e critici come Rita, mangiapreti come Tullio, simpatizzanti o ex-simpatizzanti di Di Pietro, della Margherita, dei DS, via via fino alla c.d. "sinistra radicale".

Non vedo perchè quelli favorevoli, per esempio, al PD, dovrebbero sentirsi a disagio ad esprimere questa loro idea, sapendo che io sono contrario al PD (e viceversa). Di fatto non avviene. Abbiamo "discusso animatamente" pro e contro Di Pietro, pro e contro il PD, e non è esploso nessun caso. Nessuno si è sentito obbligato a pensarla come me (ci mancherebbe solo questo!) e nessuno si è sentito a disagio nell'esprimere idee diverse dalle mie (come i vecchi frequentatori sanno, non mi sono mai ritenuto un "padrone di casa", ma molto più modestamente un "vigile urbano" - anche se talvolta poco urbano).

Così è stato fino a ieri. Poi è esploso il grillismo, e qualcosa è cambiato. Cosa sia cambiato e perchè non voglio dirlo. Che ognuno valuti con la propria testa.

P.S.: Qui non è rimasto solo chi è contro il grillismo. Lasciatelo dire da uno che conosce da mesi, e a volte da anni, le idee di tutti e di ciascuno. Ti invito ad andare a leggere il post
http://iltafano.typepad.com/il_tafano/2007/09/grillo-ci-siamo.html#comments
che è immediatamente successivo al V-Day, ed è ricchissimo di commenti. Scoprirai che molti, allora, erano favorevoli (o comunque "non pregiudizialmente contrari); alcuni hanno cambiato idea, più o meno profondamente, e non certo per merito o colpa del Tafanus. Altri sono rimasti, come è lecito, della loro idea. Non tutti coloro che non mi hanno convertito hanno abbandonato il blog e, credimi, non è per il disagio del contraddittorio. In due anni mi sono scazzato, a turno, con quasi tutti. E sai perchè? Perchè quando mi formo una opinione non la cambio per compiacenza verso la maggioranza dei frequentatori del blog. La cambio quando qualcuno riesce a farmela cambiare "argomentando". Dico la mia, come la vedo, e come credo sia mio preciso diritto - dovere. Esattamente come riconosco a TUTTI gli altri il diritto - dovere di dire la loro. E "what will be, will be". Questo dovrebbe essere il ruolo di un blog serio, questo è lo stile che intendo mantenere anche in futuro.

cosa sta capitando???? aiuto.... pare la ex Jugoslavia.POLITICA - Lo strappo di Bordon e Manzione - "Fuori dall'Unione, in Senato nessun vincolo"

1) Perchè all'interno ci sono degli infiltrati che minacciano di far cadere il governo se...

2) Perchè all'interno ci sono degli infiltrati che minacciano di far cadere il governo se...

Candido:
1)Sui brogli sono di questo parere: dato che secondo me sono stati fatti manipolando le schede bianche al momento , o si scoprivano subito o senno' dopo e' impossibile provarli.

Claudio, condivido il tuo ultimo commento. Ricordo a tutti che, in preparazione dell'ultimo film documentario sui brogli, Enrico Deaglio ha intervistato la Presidente della Corte di Cassazione di Napoli, ed ha appreso una cosa raccaprociante: la cassazione non può aprire e controllare i bustoni con le schede contenute, ma solo controllare le somme sui fogli riepilogativi dei verbali d'accompagnamento!

La giunta parlamentare per le elezioni è l'unica autorizzata ad aprire e controllare le schede. Questa commissione, presieduta dall'Avv. On. Bruno (Forza Italia) si era data un piano di lavoro per cui sarebbe riuscita a controllare il 10% (dicei, hai letto bene) entro fine legislatura. A questo punto bene ha fatto il CS ad interrompere questa manfrina.

Piuttosto, quello che mi fa incazzare è che in tutti gli show TV o stradali, per mesi centrosinistri e giornalisti hanno lasciato impunemente blaterare il nano di "ricontiamo", e nessuno gli ha mai gridato in faccia: riconta, la commissione la presiede un tuo uomo, dirgli di farsi ul culo!

P.S.: Una perla tratta dal verbale della riunione di giunta del 3 ottobre:

"...Donato BRUNO, presidente, ricorda che il termine previsto nella delibera adottata dalla Giunta il 14 dicembre 2006 è scaduto lo scorso 31 luglio. Pertanto, a norma dell'articolo 11, comma 2, del proprio regolamento, il Comitato di verifica nazionale potrà proseguire la revisione delle schede se la Giunta delibererà un nuovo termine per tale attività di verifica. Osserva, poi, che è interesse dello stesso ministro della giustizia avere piena consapevolezza dei fatti riscontrati dalla Giunta anche ai fini di eventuali azioni disciplinari..."